Giorno 15: Guerra su Typhon Primaris
Nonostante la disfatta degli eldar, gli orks continuavano ad essere un pericolo. Ora si stavano dirigendo verso la città di Argus, su Calderis, minacciando un dispositivo di comunicazione.
I Corvi Sanguinari, appena arrivarono, si misero in posizione di difesa e installarono le torrette difensive Tarantula. La città era quasi deserta tranne per la presenza di alcuni plotoni della guardia imperiale ma nessuno di essi era nelle vicinanze. Il primo attacco provenne dalla piazza ad ovest, un vasto numero di orks attaccò la linea difensiva dei marines ma fu facilmente annientata grazie al supporto delle torrette difensive. La seconda ondata provenne dalla strada a nord che portava al mercato, essendo la strada abbastanza stretta fu abbastanza facile abbattere molti orks con poche granate ma ciò valeva anche per loro. Con delle cariche esplosive riuscirono a distruggere le torrette difensive, fu richiesto il supporto dei Basilisk imperiali per riportare l’ordine. A fine scontro, la strada era completamente avvolta dalle fiamme e piena di cadaveri carbonizzati. Infine arrivò un’altra orda sempre dalla piazza, i marine usarono ogni copertura possibile per avere maggiore protezione e che garantisse una buona potenza di fuoco, il problema si pose quando fece la sua apparizione un camminatore Skatola di Morte! L’enorme robot avanzò inesorabile contro i marines ma essi avevano un piano per fermarlo, Avitus iniziò a prenderlo di mira col proprio lanciamissili mentre esso andò in corpo a corpo contro le torrette Tarantula. Una volta che esse furono tutte distrutte Gorhman lo caricò sfruttando la protezione datagli dall’armatura Terminator, fu grazie ad essa che riuscì a resistere ai colpi del nemico riuscendo a distruggerlo. Con la caduta del camminatore orks l’attacco si concluse, i Corvi Sanguinari vinsero di nuovo!
Annotazione del comandante: gli orks hanno tentato nuovamente di interrompere le nostre linee di comunicazione ma hanno pietosamente fallito dinanzi alla forza dei giusti! Con l’Imperatore al nostro fianco non possiamo perdere, lode all’Imperatore!
L’Armageddon si recò su Typhon, era stata localizzata una bio-pozza in un alveare tyranide; il campione genetico raccolto avrebbe permesso di sviluppare un’arma contro la bio-flotta!
I Corvi Sanguinari atterrarono in una palude e furono subito attaccati da gaunt e guerrieri che non furono in grado di sopraffare gli space marines. Sconfitti i nemici proseguirono verso nord fino ad arrivare ad una collinetta con un antico tempio pre-imperiale, lì furono attaccati nuovamente ma stavolta da uno sciame di mine-spora. Per evitare problemi furono abbattute tenendosi a debita distanza, tolte di mezzo loro la strada per la pozza era aperta.

Gorhman prelevò un campione dell’acqua mentre gli altri impedivano che gruppi di gaunt potessero disturbarlo. Una volta raccolto il campione genetico dalla pozza, i dati furono subito inviati a Gordian sull’Armageddon. Anche senza averlo direttamente in mano, Gordian avrebbe potuto sviluppare un antidoto contro il veleno che aveva quasi ucciso il capitano Thule. Ora era giunto il tempo di lasciare il pianeta ma il Thunderhawk non poteva atterrare dove c’era la pozza, il luogo designato da Martellus per l’estrazione si trovava oltre l’alveare tyranide. Gli space marines si diressero verso est fino a giungere nei pressi di un tempio imperiale abbandonato, intorno ad esso vi erano vari sciami di gaunt, guerrieri e mine-spora. I Corvi Sanguinari dovettero sfruttare le coperture date da alberi e sassi per riuscire a sconfiggere il nemico ma due marines della squadra tattica di Tarkus morirono per effetto delle esplosioni prodotte dalle mine-spora. Epurata la zona gli space marines proseguirono fino a trovarsi davanti il fulcro dell’alveare della regione. Mine-spora, guerrieri, divoratori e gaunt li attaccarono a più riprese sciamando fuori dai bio-edifici. I Corvi Sanguinari reagirono sempre con prontezza, però, riuscendo a respingere gli assalti e a distruggere ogni bio-edificio sulla loro strada; arrivarono così al luogo indicato per l’estrazione. Il Thunderhawk era sopra di loro ma il terreno iniziò a tremare e dal sotto-suolo uscì un grosso Tiranno dell’Alveare! Oltre a lui piovvero dal cielo anche delle meteore-spora che rilasciarono sciami di gaunt, per poter tornare sull’Armageddon dovevano prima abbattere i tyranids. Sconfiggere i gaunt fu il problema minore ma il Tiranno era molto forte ed il suo carapace altamente resistente ai proiettili dei fucili Requiem, all’improvviso arrivò una capsula d’atterraggio e ne uscì un Dreadnaught che caricò subito il grosso tyranide. Grazie al supporto pesante ricevuto la pericolosa creatura morì ed il Thunderhawk poté atterrare.
Annotazione del comandante: infine abbiamo anche recuperato il campione genetico dell’alveare primario. Grazie ad esso potremo creare un’arma nella Forgia degli Angeli in grado di distruggere il fulcro dell’alveare stesso! Grazie a questa missione, in più, Gordian è riuscito a creare un antidoto per il capitano Thule ma il suo corpo, ormai, era troppo debilitato e malridotto. Fu così che lui e Martellus decisero di rinchiuderlo nell’involucro del Dreadnaught che imbarcammo sull’Armageddon appena arrivato a Calderis da Marte. Thule ora si trova in uno stato intermedio tra la vita e la morte, anche senza poter riutilizzare il suo corpo continuerà a servire l’Imperatore in battaglia distruggendo i suoi nemici; è un grande onore per uno space marines! Lode all’Imperatore!

Martellus era riuscito a localizzare l’accampamento di Zevntrazkuarta nelle giungle meridionali del continente principale di Typhon, non eccessivamente distante dai resti dell’accampamento dei tecno preti. Dai dati raccolti, è risultato che questo capo-clan si sia fatto fondere dentro un camminatore!

La capsula d’atterraggio atterrò nella giungla ma proprio davanti ad un ingresso dell’accampamento orks, orde di guerrieri uscirono dalle loro tane e caserme per accogliere i marines a suon di fucilate. Il loro numero era troppo elevato e l’unica via da prendere era quella di ritirarsi a nord per poi riorganizzarsi, purtroppo l’intera regione era pattugliata da truppe nemiche e furono attaccati nei pressi di un canyon dove un’intera squadra tattica fu spazzata via dalle truppe arroccate e da un carro armato razziato. Sconfitto il gruppo di nemici, gli space marines si spostarono ad ovest fino ad arrivare ad una torre di comunicazione ben difesa da un grosso contingente di orks. Fu necessario chiedere il bombardamento dall’Armageddon per liberare la zona, senza contare che da dietro continuavano ad arrivare gruppi di pelle-verde. L’edificio fu liberato dalla presenza nemica e grazie ad esso fu contattata la nave per l’inviò di truppe di rinforzo, la base nemica era ben difesa e serviva tutto il supporto possibile.
I Corvi Sanguinari scesero verso sud fino ad arrivare ad un ponte che permetteva l’accesso alla base nemica, oltre alle torrette difensive e ai numerosi orks c’era anche Zventrazkuarta ad attenderli! Thule iniziò a sparare una raffica di proiettili verso il nemico mentre Tarkus lanciava granate contro le torri difensive coadiuvato da razzi di Avitus. Gorhman caricò a testa alta il capo-clan, la protezione datagli dall’armatura terminator lo avrebbe salvato dai colpi che avrebbero ucciso un altro space marine. Mentre lo scontro infuriava all’ingresso della base nemica, Thule dovette occuparsi dei gruppi di orks che continuavano ad attaccarli alle spalle. Alla lunga Zventrazkuarta fu ucciso e gli space marine riuscirono a fare irruzione nella base iniziando a distruggere ogni cosa trovassero davanti!

Nonostante fossero riusciti ad addentrarsi nell’accampamento nemico, la resistenza fu sempre elevata. Più volte furono attaccati da Razzaltatori, Tirabombe e Kacciakarri; le armi pesanti di quest’ultimi causarono ingenti danni alla corazza di Thule che dovette ritirarsi nelle retrovie. Gorhman dovette anche attivare un radiofaro per farsi inviare dei rinforzi, durante gli scontri per addentrarsi al cuore della base nemica erano morti altri due. Alla fine, l’intera zona era un cumulo di macerie fumanti ricoperta di cadaveri verdi.
Annotazione del comandante: abbiamo distrutto Zventrazkuarta e la sua base! Martellus ha analizzato i dati recuperati dalla missione, l’ork aveva attaccato l’accampamento dei tecnopreti scoprendo, dai documenti lì trovati, l’ubicazione del dispositivo dell’Astronomicon! Dobbiamo dirigerci lì e riattivare l’antico dispositivo dell’Adeptus Manifactorum, grazie ad esso potremmo scoprire le coordinate del luogo dove si trova l’alveare principale e distruggerlo con la nuova arma in preparazione su Meridian! La vittoria sarà nostra, lode all’Imperatore!